Alfa Romeo Giulietta: la piattaforma Compact e il sistema Alfa DNA
Nel febbraio del 2010 l'Alfa Romeo diffuse i primi dettagli tecnici della Giulietta, la compatta chiamata a raccogliere l'eredità della 147 e a rilanciare il marchio del Biscione nel segmento C. Al centro del progetto c'era una piattaforma del tutto inedita, battezzata Compact, pensata per diventare la base di tutti i modelli di segmento C del gruppo destinati ai mercati europei e nordamericani.

Gli obiettivi dichiarati erano ambiziosi: un handling e un feeling di sterzo da primato della categoria, una giusta proporzione tra prestazioni e peso, e un equilibrio tra comfort di guida e sicurezza attiva e passiva. La Giulietta, presentata al Salone di Ginevra di quell'anno, avrebbe dovuto dimostrare che l'Alfa poteva ancora costruire la berlina compatta di riferimento per chi ama guidare.
La piattaforma Compact: leggera e pronta a tutto
Per raggiungere quei risultati i tecnici di Arese lavorarono su più fronti. La progettazione fu attenta a peso e proporzioni, con l'impiego di materiali innovativi come lo Xenoy, un tecnopolimero termoplastico utilizzato per componenti strutturali secondari. Le sospensioni posteriori Multilink, una rarità nel segmento, furono fin da subito predisposte per accogliere la trazione integrale, a conferma delle ambizioni a lungo termine del progetto.
La casa milanese fece anche riferimento a un «pack sport» riservato alla compatta, senza aggiungere molti dettagli: era chiaro, però, che la versione Quadrifoglio Verde era già nei piani, con il 1.750 TBi da 235 CV che di lì a poco avrebbe animato il top di gamma.
Il sistema Alfa DNA
A completare il quadro arrivò il sistema Alfa DNA, già visto sulla MiTo: un selettore che interveniva su differenziale elettronico Q2, servosterzo elettrico, motore, cambio e sul Dynamic Steering Torque (DST), che aiutava il guidatore nelle manovre critiche con un feedback di coppia sul volante. Tre le logiche di funzionamento: Dynamic, Normal e All Weather.
| Elemento | Soluzione tecnica | Effetto sulla guida |
|---|---|---|
| Piattaforma | Compact, inedita, con tecnopolimero Xenoy | Peso contenuto e rigidità elevata |
| Sospensioni | Multilink posteriori, predisposte per la 4x4 | Tenuta di strada da riferimento nel segmento |
| Sterzo | Servosterzo elettrico con DST | Feedback di coppia nelle manovre critiche |
| Elettronica | Alfa DNA con differenziale Q2 | Tre caratteri di guida in un'unica vettura |
Come è andata a finire
La Giulietta è rimasta in listino per un decennio, fino al 2020, conquistando premi e una schiera di appassionati. La piattaforma Compact, evoluta in Compact Wide, ha dato vita anche alla Dodge Dart per il mercato americano, confermando la bontà dell'impostazione iniziale: leggerezza, sterzo diretto e quel carattere che gli alfisti cercano ancora oggi nel mercato dell'usato.